Rubrica Libera industria Beauty e Covid

Rubrica Libera
07.04.2022

Il benessere fa tappa fissa: l’industria Beauty

La pandemia ha provocato traumi in molte persone. La prima ondata ci ha costretti all’isolamento, alla convivenza forzata, ma in realtà, secondo gli esperti è la seconda che ha fatto radicare in noi forti sentimenti di ansia, insicurezza, angoscia e tristezza.

Come ormai sappiamo, paradossalmente in tempo di crisi le vendite dei cosmetici subiscono un forte incremento. In particolare, in passato, ad occupare il ruolo di protagonista nel mercato era il rossetto. Il prodotto era così forte da costituire anche un indicatore in economia: il famosissimo “lipstick index”. Il termine venne coniato da Leonard Lauder, allora CEO della società Estée Lauder, ispirato dalle vendite in recessione economica dei rossetti che nel 2001 avevano subito una consistente impennata.

A causa delle mascherine nell’industria beauty a soffrire è proprio il rossetto. Il calo delle vendite, infatti, viaggia dal 15 al 30% a livello mondiale.

Ma cosa sostituisce il cosmetico più amato dalle donne? La risposta è nei prodotti che donano comfort, benessere, sicurezza e spensieratezza: smalti, trattamenti viso e mascara! Le star della cosmesi diventano gli elementi che più utilizziamo nella comunicazione e nel contatto con le persone, in questo caso visivo. La routine della donna perciò non esclude il make-up viso/corpo ma ha solo cambiato focus facendo luce sui trattamenti.

Una nuova quotidianità

In aggiunta al fattore psicologico troviamo l’aumento del tempo a disposizione del cliente finale e il cambio delle abitudini d’acquisto, elementi che concorrono ad amplificare l’interesse degli utenti del 40% rispetto al 2019 nella cosmesi e nei prodotti beauty.

Una nuova quotidianità, una nuova normalità dell’era post-lockdown, porta ad un nuovo modo di vivere: il trattamento, la coccola, tende ad arginare lo stress dovuto ai fattori esterni e incentra la nostra attenzione sull’essere in salute, piuttosto che sull’apparenza. È per questo che l’industria beauty ha un effetto positivo sulla pandemia: l’estetista e l’onicotecnico si trovano in prima linea nel processo di alleviamento degli aspetti negativi del periodo. I centri estetici, a causa delle continue chiusure forzate, hanno registrato un calo del servizio variabile dal 25 al 30%. Perciò gli operatori del settore, coordinati dalle aziende più grandi della cosmesi, si stanno trasformando assieme ai clienti, offrendo esperienze flessibili e adatte ai bisogni del consumatore che oggi, come in passato, ha bisogno di risollevare il morale prendendosi cura di sé.

Il benessere parte da dentro, prendersi cura di sé aiuta a sentirsi bene fisicamente e mentalmente: è proprio per questo che l’operatore professionale ha un compito importantissimo per la ripartenza post COVID-19.

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